Lettera aperta al consiglio d’europa

I leaders dell’Unione Europea devono focalizzarsi su un’Europa sostenibile ed equa che rafforzi, e sia sostenuta da, una popolazione sana.

Esimio Presidente
Pregiato Primo Ministro

Vi scriviamo questa nostra in vista del Summit europeo previsto per la fine di questo mese, durante il quale, assieme ai vostri partner europei, cercherete di dare risposte condivise alla crisi economica.
In questi tempi difficili, rileviamo l’urgenza che voi sappiate stabilire una visione sostenibile dell’Europa e dimostriate una guida sicura. Come rappresentanti dei più colpiti dalla crisi, così come coloro che lavorano con e per i popoli che vivono in Europa, guardiamo fiduciosi che il vostro agire metta al primo posto i bisogni dei cittadini.

Siamo consapevoli che dopo due anni di austerità e di provvedimenti fiscali, l’UE ha finora solo scampato una recessione economica, mentre le prospettive di crescita sono rimaste inadeguate. I movimenti del Mercato sono sempre più imprevedibili come si è visto a seguito della risposta all’iniezione di liquidità a favore della Spagna, e questo sta minacciando la certezza nella democrazia e, negli ultimi tempi, anche i valori che sono il fondamento della società europea. Siamo certi che il tributo per la gente comune che vive in Europa sia insostenibile e che affligga la loro salute mentale e fisica mentre i sistemi sanitari sono ad un punto di non ritorno. Sono pochi coloro in grado di far fronte ma la maggior parte dei cittadini ne è colpita.

Rileviamo l’urgenza che voi mostriate il coraggio di pensare oltre il breve temine e sostenere misure che rafforzino i sistemi di solidarietà e di protezione sociale inclusa l’assistenza sanitaria. Vi chiediamo di trarre insegnamenti dalle economie che stanno dimostrando capacità di recupero tra crisi e riforme. Le misure di austerità messe in campo per accontentare i mercati finanziari hanno dimostrato di essere una minaccia per la legittimazione di governi democratici ed, in ultima istanza, per la stessa democrazia.

Lettera aperta al consiglio d’Europa integrale

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